Lettera aperta al nuovo Sindaco di Mantova

Lo scrivente presidente e i membri tutti dell’Associazione Comunali di Mantova con questa lettera ci rivolgiamo apertamente al neo eletto Sindaco di Mantova, il quale giustamente sottolinea l'importanza della Cultura in un governo municipale e di questo siamo convinti. Proprio per questo scriviamo.

Ci rivolgiamo apertamente a Lei e ai componenti della Nuova Giunta per due ragioni: perché si potesse esprimere la governance della cultura in sede amministrativa, e perché si potesse incentrare di questi tempi proprio sulla cultura intesa come spazio aperto di innovazione / sperimentazione sul contemporaneo uno dei suoi tratti identificativi non senza scordare le tradizioni del nostro territorio.

Ci rivolgiamo apertamente a chi intende la cultura come una spinta reale, viva, orizzontale e non verticistica, non autoriale e non autoreferenziale, a chi tiene alla cultura non come ad un trastullo o ad un'industria dei grandi eventi, ma come ad un bene prezioso che riguarda la comunità e le fatiche, le ansie, le paure e le scommesse dell'oggi, ci rivolgiamo con animo aperto a chi come noi pensa che tutto ciò che viene espresso nel sociale è cultura come anche quella sperimentale contemporanea.

Negli ultimi anni Mantova è stata laboratorio di una forte corrente di rinnovamento culturale e artistico, che ha abbracciato campi e discipline diversi, e che è identificabile per una comune visione della cultura non legata ad atti monumentali, immutabili e frontali. La cultura è coltivazione, è vita, azione, trasversalità, ibridazione.
Crediamo altresì in un coordinamento di associazioni e di realtà organizzate che hanno dato prova, pur nel mantenimento dell'autonomia di ciascuno, di capacità di coesione e di coordinamento in vista di un risultato comune (l'unione fa la forza). Di questo percorso, di questo camminare comune, di questo fuoco generativo di esperienze aggregative sotto il segno ed il sogno dell'essere parte attiva di un risveglio culturale e di un accesso al contemporaneo sentiamo il bisogno di far eco pubblicamente per amore della città e per richiamare all'attenzione una realtà culturale che ci appare obliterata nel gioco dello staff making.
E invece il compito di una degna politica culturale riguarda il nucleo decisivo delle sorti della comunità, a partire dal centro storico, che non andrebbe trattato come scenografia storica o archeologia ma come spazi di vita reale collettiva.

Pensiamo poi al rapporto tra cultura e questioni sociali, una cultura che interagisce con il sociale, capace di accendere percorsi tali da riscoprire la storia, la memoria, la tradizione locale ma al tempo stesso disposta ad apprezzare le nuove culture. Scriviamo solo per espresso mandato del dovere. Non chiediamo qualcosa o qualcuno ma equità e imparzialità.

Siamo e restiamo attivi ed operativi, e lo saremo nel futuro come osservatorio della cultura cittadina. E forti di questo mandato diciamo APERTAMENTE che la responsabilità della cultura nella nostra città dovrebbe essere messa al riparo da logiche di potere e, come il più delicato fiore del giardino, affidata a persone di espressa e reale dedizione quotidiana, non esterna al grande tumulto che ci anima, che siano in grado di dragare e includere i valori che sono già presenti nel territorio e non altrove, di intercettare le tensioni contemporanee e legarle alla storia dei luoghi. A persone che preservino i valori acquisiti, per concorde lavoro di ciascuno, facendo in modo che la città pulsi, dia senso e coraggio al nostro futuro.



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